Chi vuol essere data-milionario?

Se avete una certa affinità per le statistiche e il software engineering abbiamo una buona notizia per voi. La Harvard Business Review ha inserito il data scientist  tra i lavori più sexy del 21 ° secolo, ovvero quelli che generano tra i più alti salari nel campo tech e sono più ricercati tra le aziende all’avanguardia. Ad aver incrementato esponenzialmente la domanda di questa tipologia di figure professionali è stato senza dubbio il boom dei Big Data.

L’Italian labour market digital monitor, il portale curato dall’Università Milano Bicocca e dal Crisp (Centro studi universitario per i servizi di pubblica utilità), dal 2013 al 2016 ha monitorato circa un milione e mezzo di annunci di lavoro online provenienti da aziende italiane. I profili professionali più ricercati? Appartengono prevalentemente al settore IT tanto che nei primi nove mesi del 2016 le richieste di specialisti sono aumentate del 137%.

In questo contesto il ruolo di data scientist è leggermente controverso, bollato da alcuni come la versione “evoluta” dello statistico. Nulla di più semplicistico. Le skill dello specialista dei dati vanno ben oltre la capacità di lavorare con numeri complessi: il segreto di questo lavoro sta nel coniugare l’aspetto puramente tecnico dei dati con la possibilità di creare strategie di business e aumentare i profitti di un’azienda. Come sempre avviene ormai nel campo delle nuove tecnologie, si tratta di sviluppare sofisticate competenze informatiche per creare risultati nel mondo reale. Come a dire: big data = big Value.