Tra virtuale e reale: lo shopping del futuro? Aumentato e immediato

Robot che riconoscono clienti, ne memorizzano l’umore e le preferenze dello shopping passato, assistenti personali attivabili con il riconoscimento vocale in grado di inviare sul cellulare disponibilità, colore e taglia di un capo che si vuole acquistare. Stampanti 3D e ologrammi di prodotti che cambiano al passare di ogni diverso cliente. Camerini virtuali dove poter fare shopping comodamente a casa propria con droni dedicati in grado di consegnare la merce a casa in tempo zero.

Di cosa parliamo? Di come faremo shopping nel futuro, dentro e fuori i negozi.  Per quanto possano sembrare fantascientifici, nessuno di questi scenari è davvero ipotetico. Queste tecnologie esistono, sono in fase di test e potrebbero essere estese al grande pubblico in meno di un decennio. Ma i consumatori? E’ questo il tipo di esperienza che i clienti vogliono veramente? No, secondo i principali rivenditori e brand di moda. Ma il mercato sta cambiando, è volatile e imprevedibile e la sopravvivenza a lungo termine di un marchio è data dalla capacità di anticipare e soddisfare desideri che i consumatori ancora non sanno di avere. Insomma, la corsa per scoprire come e dove faremo shopping nel futuro è cominciata. 

Recentemente Farfetch — l’e-store online delle boutique di lusso indipendenti – ha presentato “The Store of the Future”, una suite di nuove tecnologie sviluppate dalla sua azienda per aiutare i marchi e le boutique a superare la dicotomia tra mondo online e offline.  Il suo fondatore José Neves, presentandola al pubblico di addetti ai lavori si è dichiarato ancora un grande fan dei negozi fisici: “non scompariranno anzi saranno al centro della scossa sismica che sta interessando il settore della vendita al dettaglio’. Potrebbe aver ragione se, come evidenzia un recente report di Bain & Company, nonostante il 70% degli acquisti di prodotti di lusso sia influenzato da interazioni online, i negozi continueranno a svolgere un ruolo critico, con il 75% delle vendite fino al 2025.  Quello che sta cambiando, tuttavia, è l’identità dei negozi fisici e il loro scopo: ci avviamo verso una nuova era quella della “vendita al dettaglio aumentata”, una mix tra esperienza digitale e fisica che consentirà all’acquirente di spostarsi da una dimensione all’altra senza problemi, con i negozi fisici che dovranno, necessariamente, stare al passo.

Sfruttare la tendenza che i consumatori già oggi hanno di spostarsi dal negozio on line a quello fisico sarà la principale sfida per i retailers e i brand di moda e l’accesso alle informazioni su quanto, come e perchécambiano questo atteggiamento permetterà a tutti i soggetti coinvolti di essere pronti per le prossime rivoluzioni.  Finita l’era in cui i negozi fisici erano semplici display di prodotti, oggi la chiave di svolta è nello storytelling, nella condivisione di un senso di appartenenza a una community e nell’esperienza che deve, necessariamente, essere unica ed esclusiva.  Va in questa direzione, per esempio, la case history di Story un negozio di Manhattan concepito come “un magazine dove i prodotti/marchi ruotano ciclicamente e raccontano ogni volta una storia diversa”, come spiega la fondatrice del negozio Rachel Shechtman.

L’esperienza e l’estrema personalizzazione del proprio shopping faranno la differenza negli store ma, nonostante tutto, il tempo di consegna di un prodotto resterà un criterio fondamentale per chi acquista prodotti di lusso, soprattutto i giovanissimi,  che vogliono avere la disponibilità di ciò che desiderano nel minor tempo possibile. Non a caso, Yoox e Farfetech hanno cominciato a sfidarsi proprio su questo terreno con due iniziative, simili, lanciate da pochissimo. Yoox Net-a-Porter, in collaborazione con Valentino, ha svelato il progetto “Next Era“: l’accesso al più grande negozio ‘virtuale’  di Valentino del mondo, che entro l’anno prossimo permetterà ai suoi clienti di accedere a una grande quantità di prodotti di qualsiasi negozio o centro logistico di Valentino o Yoox in tutto il mondo con una consegna rapida e un’interfaccia accessibile via smartphone. Sulla falsa riga, il già citato Farfetch ha lanciato F90 un servizio di consegna di prodotti a marchio Gucci tra un range che include ready-to-wear, borse e accessori realizzabile in 90 minuti in 10 città del mondo selezionate: Londra, New York, Dubai, Los Angeles, Madrid, Miami, Milano, Parigi, San Paolo e Tokyo.