Vince chi crea

Per postChe ogni uomo porti con sé una qualche resistenza al cambiamento non è certo una novità; spesso ci si spaventa, si preferisce restare all’interno della propria comfort zone, evitando rischi e pericoli ma anche rinunciando all’infinito potenziale di nuovi e stimolanti scenari da scoprire.


La trasformazione tecnologica alla quale stiamo assistendo, da spettatori e protagonisti al tempo stesso, sta raggiungendo standard talmente alti e di qualità che sfuggire a questo tipo di cambiamento sarebbe un’inutile fatica, nonché uno spreco di possibilità.  Ma i timori dei più scettici non sono del tutto infondati: quelle che viviamo sono innovazioni che si faranno via via sempre meno astratte, abbandonando la loro fase embrionale per diventare sempre più parte integrante della nostra quotidianità – non solo personale ma anche e soprattutto professionale.

Secondo alcuni studi del docente e co-fondatore dell’International Institute for Analytics Tom Davenport – pubblicati nel libro Only Humans Need Apply: Winners and Losers in the Age of Smart Machines – nei prossimi anni circa il 10% del lavoro dipendente nel mondo verrà sostituito dall’automazione. Questo incedere della tecnologia non rappresenta, tuttavia, un vero e proprio pericolo per l’uomo, se si impara a trasformarla in reale opportunità di sviluppo ed evoluzione.

In quest’ottica, la chiave di volta è la formazione: sviluppare profili professionali creativi, sovvertire il paradigma necessità – attività – pensiero trasformandolo in idea – sperimentazione – azione, avvicinando la cultura di giovani e adulti alla produzione originale e spontanea del pensiero, è un passo fondamentale per l’evoluzione delle nostre competenze e del nostro futuro.  Noi di 255 siamo da sempre sostenitori delle attività di educazione e formazione: per non farsi (ab)battere dalla tecnologia che avanza non serve fuggire: tutto sta nel creare una cultura moderna e ibrida, nuova, capace di integrare intelligenza e sensibilità umane – senza sostituirle o snaturarle in alcun modo – ma anzi valorizzandole a pieno.