Un tavolo da 9 miliardi di persone: in futuro mangeremo grazie ai droni

In un saggio del 1798 a opera dell’economista Thomas Malthus si legge che, nei periodi di abbondanza, le popolazioni umane crescono esponenzialmente fino alla totale devastazione dell’ambiente circostante. In sostanza, le carestie e la siccità sarebbero l’ultimo, disperato modo che la terra ha per difendere se stessa dal potere dell’Uomo.

Fortunatamente le drastiche previsioni di Malthus, che nel frattempo è diventato il santo protettore degli economisti apocalittici, non si sono compiute, complici le rivoluzioni agricole e industriali a cui abbiamo assistito nel corso della Storia.  Tuttavia, secondo le ultime stime dell’ONU la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,5 miliardi – di cui 2 divisi tra Cina e India – entro il 2030 e i 9,7 miliardi entro il 2050.

Le moderne tecnologie hanno evitato il rischio di carestie globali. Ma con la popolazione mondiale che raggiunge numeri sempre più sconcertanti e la crescita economica che preme sui consumi di risorse, potremmo aver bisogno di una nuova rivoluzione agricola per sostenerci.

Una possibile soluzione? L’automazione, ça va sans dire. Per i coltivatori, uno degli usi più decisivi per i droni è il crop imaging: le istantanee scattate attraverso i sensori multispettrali sono in grado di fornire informazioni sullo stato di salute del terreno e sulle sue necessità. Nel caso in cui le piante siano colpite da malattie o parassiti, un drone può fare la differenza tra salvare un raccolto o guardarlo morire. Finora si è sempre fatto affidamento sul crop imaging satellitare, che richiede un intervallo di 14 giorni tra un’istantanea e l’altra, senza contare gli imprevisti dovuti alle cattive condizioni meteo. D’ora in avanti i droni consentiranno agli agricoltori di reperire informazioni sul raccolto in tempo reale, dove e quando necessario.

Ma non ci sono solo i droni nell’agricoltura del futuro: l’automazione ha dimostrato la sua efficacia anche in un processo delicato come la mungitura delle mucche. Naturalmente esistono già macchine impiegate a tale scopo – la mungitura a mano permane solo nell’immaginario dei più romantici – ma devono essere azionate a mano.

Grazie ai progressi compiuti in questo campo, oggi la mungitura può essere portata a termine senza alcun tipo di input umano. I sistemi più avanzati permettono alle mucche, preventivamente addestrate, di avvicinarsi quando ne sentono il bisogno a un robot di mungitura in grado di riconoscerle e metterle a proprio agio. Il tutto a vantaggio della produzione di latte, in aumento del 12%.

Tutte queste tecnologie sono affascinanti, ma saranno sufficienti a sostenere una sempre maggiore domanda di alimenti? L’ONU stima che, per alimentare una popolazione mondiale più numerosa e urbanizzata, la produzione annuale di grano dovrà salire a 3 miliardi di tonnellate, quella di carne a 470 milioni di tonnellate. È un bel po’ di cibo.