Sostenibili ed emotivamente intelligenti: sono i capi della collezione della studentessa londinese Beatrice Sangster-Bullers

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Beatrice Sangster-Bullers si è appena laureata alla Central Saint Martins University of the Arts di Londra, ma è già una stella nascente nel suo settore: l’intelligenza artificiale applicata al settore fashion. Il suo progetto di laurea consiste proprio in questo, in una collezione di capi che mostrano le emozioni reali di chi li indossa.
 
Sono abiti emotivamente intelligenti quelli che compongono il suo progetto denominato The order of the singularity. I sensori integrati negli indumenti utilizzano un insieme di algoritmi per mappare lo stato mentale della persona che li indossa, che a sua volta può selezionare quale output visivo proiettare sui propri vestiti: del resto, è comprensibile che si preferisca scegliere quali sentimenti mostrare (o meno). In questo modo l’utente può, in base al proprio umore, comunicare le proprie sensazioni.
 
Per realizzare i suoi capi la designer ha utilizzato un mix di tessuti altamente sostenibili e smart, come il Singtex – una fibra ricavata dai fondi di caffè – o del nylon rigenerato ricavato dagli scarti di lavorazione dei colleghi.
 
Durante la sfilata di presentazione del progetto, ai modelli sono stati consegnati dei copricapi dotati di un dispositivo EEG con quattro elettrodi, per misurare le onde cerebrali e rivelare lo stato dei loro pensieri. Il dispositivo EEG è stato collegato via bluetooth a un'interfaccia-schermo inserita sugli indumenti all’altezza del petto. Gli algoritmi hanno fatto il resto, convertendo i segnali EEG in output audio e video, e consentendo agli utenti di ascoltare e vedere le proprie emozioni in tempo reale.
 
I sensori monitorano anche la frequenza cardiaca – determinando così i livelli di stress –, il movimento del corpo, attività cerebrale e la respirazione. La collezione di Beatrice Sangster-Bullers si basa sul concetto di "singolarità tecnologica", la teoria secondo cui gli esseri umani un giorno saranno sopraffatti da macchine intelligenti. Vuole quindi simboleggiare l’importanza di mantenere la propria umanità in una società in rapida evoluzione.