Sicurezza alimentare e tracciabilità: dall’Europa nuovi segnali. Ma la tecnologia è al passo?

Lo scorso 12 maggio i deputati europei hanno votato una risoluzione non vincolante per  richiedere l’Etichettatura obbligatoria di latte, prodotti lattiero-caseari e per la carne trasformata, sotto forma di sughi e preparazioni alimentari.

La risoluzione del Parlamento europeo è indirizzata alla Commissione Ue, organo deputato ad avviare l’iter per la modifica del regolamento sull’etichettatura: nulla cambia a livello legislativo, dunque, ma l’occasione è utile per accendere, nuovamente, i riflettori sulla necessità di trasparenza della catena di sicurezzaalimentareapprovvigionamenti alimentari e di una maggiore sicurezza per i consumatori sulla provenienza degli alimenti. La sicurezza e la tracciabilità alimentare è una garanzia di qualità sia per il produttore che per il consumatore: in gioco c’è la salvaguardia non solo del tanto caro made in Italy ma, più in generale, per tutte le tipicità alimentari europee.

In questa delicatissima partita la tecnologia gioca un ruolo fondamentale e la possibilità di utilizzare etichette intelligenti amplia le possibilità di incrementare la sicurezza dei consumatori e di ridurre inutili sprechi. Sono tutti pronti ad abbracciare questo futuro?

Oltre alla più nota tecnologia RFID applicata al campo alimentare, un ulteriore passo nel futuro si può compiere con l’etichetta cromo-termica progettata da un grupbiosensoripo di ricercatori del dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Imperial College di Londra.  La smart tag realizzata è in grado di registrare la storia termica di un prodotto lungo tutta la sua filiera, dal produttore al consumatore. Se, ad esempio, un alimento deve restare sempre a 4°C questa etichetta sarà in grado di comunicare in modo facile e leggibile a occhio nudo se la temperatura è cui è stato esposto è stata più elevata. Come? Attraverso una pellicola di silice porosa sulla quale viene posto un pigmento appositamente studiato per essere incolore a 4°C. Tutte le variazioni di colore determineranno quindi un’alterazione del prodotto.