Robot e uomo: l'unione fa la forza (e la raddoppia)

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Secondo le recenti analisi condotte dal colosso internazionale della consulenza strategica Gartner quello della sicurezza informatica è un mercato destinato da qui al 2020 a raggiungere quota  170 miliardi di dollari.

Stando alle ultime statistiche ufficiali disponibili all’interno di questo settore la percentuale più alta (il 62%) delle cosiddette breaches – le violazioni dei dati appartenenti agli utenti – è sicuramente imputabile all’errore umano.

Con l’imponente crescita dell’informatizzazione dei dati e della loro digitalizzazione, aumenta la velocità dei processi – e la loro standardizzazione – ma anche il rischio di commettere più errori.  

Qual è il ruolo della macchina in questo scenario? Quale l’aiuto che può dare e quali sono – o potrebbero essere – le opportunità di collaborazione strategica tra uomini e robot su questo fronte? La tecnologia fa e può ancora fare moltissimo per semplificare i meccanismi e migliorare le falle dei sistemi di sicurezza online, puntando alla costruzione di sistemi capaci di garantire contemporaneamente sicurezza agli utenti ed efficienza alle aziende.

L’intelligenza artificiale in quest’ottica è un valido alleato: lo sviluppo di tool sempre più automatizzati e perfettibili, infatti, contribuisce a mitigare le inefficienze umane, riducendo i rischi di errori legati alla disattenzione o alla dispersione di informazioni.

Servirsi di queste tecnologie non equivale a rimpiazzare l’uomo nello svolgimento delle sue capacità di decisione/azione; rappresenta piuttosto un’opportunità strategica per far fronte alla gestione dei dati e dei processi, che lascia all’individuo la possibilità di dedicare le proprie attenzioni e concentrare le energie negli aspetti che più gli competono: quelli umani e relazionali.