Quanto spendi di formaggio all’anno? In Finlandia te lo dicono i Big Data!

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I Big Data sono da tempo definiti l’oro nero, il petrolio del nostro secolo, questo perché dalla loro lettura, analisi e interpretazione scaturiscono decisioni economiche che possono influire o modificare strategie aziendali e societarie. Insomma, stiamo parlando del nuovo paradigma economico mondiale da cui è ormai impossibile prescindere. Un’attività già da tempo sdoganata è l’utilizzo che di questa mole immensa di informazioni fanno i rivenditori, al fine di costruire un rapporto più esclusivo e fidelizzato coi propri clienti. 

Il gigante finlandese del commercio al dettaglio S-Group ha portato questa prassi a un livello successivo: piuttosto che limitarsi a profilare e indirizzare i clienti con promozioni specifiche online e nei punti vendita, S-Group ha adottato un approccio più aperto, creando una piattaforma che permette ai clienti di accedere e analizzare le loro storie di acquisto personali.

Il servizio online, chiamato MyShopping, accessibile all’80% delle famiglie finlandesi che detengono una carta fedeltà con S-Group, invece di fornire semplicemente una lista di ricevute virtuali organizza gli acquisti passati su centinaia di categorie di prodotti, consentendo al consumatore di vedere, per esempio, quanto spende in formaggio, verdure o persino frullati di proteine.

Nella sua prima settimana di funzionamento, questo mese, il servizio è stato utilizzato da quasi 40.000 clienti, cifra record che, secondo Pekka Malmirae, chief customer officer di SOK Media, il braccio societario di S-Group, molti altri servizi digitali dell’azienda, hanno raggiunto solo nel loro primo anno di attività. 

Questo interesse mostra che, se presentato in modo chiaro e intuitivo, l’utilizzo dei Big Data è in grado di aiutare alcuni acquirenti a ridurre la spesa settimanale, altri a mangiare più sano, e altri ancora a ridurre gli sprechi alimentari. È evidente che S-Group tragga un enorme vantaggio da tutto ciò: l’utilizzo in tutta trasparenza di questi dati non solo permette di costruire un rapporto di vera fidelizzazione con i consumatori, ma anche di ottenere una marcia in più rispetto alla concorrenza, sempre più internazionale, nella lettura di evidenze di consumo e tendenze di spesa.

L’importanza dei dati non è più una sorpresa per nessuno ormai: in ambito industriale il tanto noto provvedimento sulla industry 4.0 altro non fa che ufficializzare, con superammortamento e iperammortamento, il valore della digitalizzazione per la raccolta di dati dal campo, e il conseguente miglioramento nel controllo del processo produttivo.