SW e diritto d’autore

sabato, 26 maggio, 2012. c-406/10, diritto d'autore, protezione, software

La protezione del software per il funzionamento di un impianto è sempre elemento di attenzione sia per il fornitore, che detiene normalmente i diritti sul software, che per il cliente ed utilizzatore che vuole in qualche modo tutelarsi e garantirsi di non perdere il “controllo” del proprio impianto per nessuna ragione.

Per garantire sia il fornitore che il cliente, di volta in volta, proponiamo soluzioni contrattuali studiate ad hoc, l’argomento è ovviamente spinoso e in continua evoluzione.

Il codice sorgente è tutelato dalla legge sul diritto di autore, come opera letteraria ai sensi della Convenzione di Berna.

Ma qui nasce il primo problemino … di fatti la legge sul diritto d’autore copre le espressioni e non le idee, i procedimenti, i metodi di funzionamento o i concetti matematici in quanto tali !!!

(vedi articolo 2 del Trattato dell’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI) sul diritto d’autore, adottato a Ginevra il 20 dicembre 1996 e entrato in vigore, per quanto riguarda l’Unione europea, il 14 marzo 2010 (GU L 32, pag. 1) )

E su un software … questa “apertura” non promette grande protezione :-( !!!

E’ di qualche giorno fa una sentenza molto interessante della Grande Sezione (C-406/10 del 02 maggio 2012) che ha stabilito e fissato nuovi parametri europei … allontanandosi dalla interpretazione statunitense.

Nella causa in oggetto due software di due società differenti forniscono lo stesso “output” … insomma fanno la stessa cosa!

Certo il codice è diverso ma il risultato è lo stesso! La corte non ha riscontrato nessuna violazione del copyright!

In piu ha affermato che chi acquista una licenza software “ha il diritto di osservarlo, studiarlo e testarne le funzionalità al fine di determinare quali siano i principi di funzionamento di ogni elemento del programma” !!!

In USA non è così: è l’idea a poter essere coperta da brevetto !!!

La Corte infatti ha ritenuto che “ammettere che la funzionalità di un programma per elaboratore possa essere tutelata dal diritto d’autore equivarrebbe ad offrire la possibilità di monopolizzare le idee, a scapito del progresso tecnico e dello sviluppo industriale”

GULP!

Insomma in Europa possiamo comprare un software, smontarlo, studiarlo, fare reverse engineering, capirlo fino all’utlima virgola … e poi scrivere un software “diverso”, che faccia esattamente le stesse cose … senza ledere nessun diritto d’autore.

Forza Europa!!!

Cosa ne pensi … è giusto così?

Potrebbe interessarti anche