Una porzione di pollo fritto mette a rischio la mia privacy?

C’è un negozio di KFC nel distretto finanziario di Pechino che non è come tutti gli altri: si tratta del primo ristorante intelligente di tutto il continente.  Cosa fa? Attraverso il riconoscimento facciale prova a predire e  ricordare le scelte dei suoi avventori. Il sistema di intelligenza artificiale messo a punto con la strategica collaborazione di Baidu – diversamente noto come il Google cinese –  è in grado di consigliare determinate voci del menù sulla base di una serie di parametri. Come funziona? Una macchina all’interno del negozio riconosce la persona che ha davanti e sulla base del sesso, della ‘presupposta’ età e dell’umore consiglia una tipologia di cibo che, se non corrisponde ai desiderata, si può facilmente cambiare cliccando su tutte le alternative disponibili. Una volta fatta la scelta si può pagare col telefono e aspettare che il cibo sia pronto.

Allo stato attuale più che di intelligenza artificiale possiamo parlare di trovata pubblicitaria. «La totale digitalizzazione del ristorante permetterà anche di velocizzare il servizio» spiega il GM del negozio Zhao Lu. In che modo? Se lo stesso avventore ritornerà nuovamente nel negozio, la macchina che inizialmente aveva raccolto la sua immagine ripescherà dal data base la sua ordinazione velocizzando l’intero processo.

I consumatori non hanno ancora reagito in  maniera entusiasta al progetto ma il progetto di KFC è quello di realizzare un’esperienza di ordinazione ancora più customizzata. Ovviamente oltre alla discussione sull’effettivo successo dell’operazione, quando si parla di riconoscimento facciale il confine tra convenienza per il consumatore e privacy è davvero molto sottile. Cosa se ne farà la catena americana dei dati che colleziona, in un paese come la Cina dove il concetto di privacy è davvero così debole?  la risposta è diplomatica come solo in questi contesti può essere: “I dati non saranno utilizzati per altri scopi”. Noi non ne siamo affatto sicuri ma l’esperimento che presto sarà replicato negli altri 5mila store di KFC in Cina apre uno scenario futuro un po’ inquietante dove con l’ordinazione di un pollo fritto potremmo mettere a repentaglio i nostri dati più privati.