Pix18, il robot-pittore che rivoluziona il concetto di creatività

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Elaborare testi scientifici, prevedere gli andamenti in Borsa, in poche parole: assimilare dati e trarne conclusioni logiche. Sono queste in sostanza le attività oggi riconducibili a un robot, ma rappresentano solo la punta dell’iceberg. Il prossimo passo è lo sviluppo di creatività e consapevolezza.

Il primo ad aver individuato quest’opportunità è Hod Lipson, professore di Ingegneria e Data Science alla Columbia University di New York e tra i massimi esperti di Intelligenza Artificiale, che ha messo a punto Pix18, un robot-pittore che ha le sembianze di una fotocopiatrice e che, quando è “ispirato”, decide autonomamente di realizzare ritratti (olio su tela) con stili sempre diversi. 

Se questo non vi sembra già abbastanza incredibile, sappiate che Pix18 è in grado di acquisire da solo nuove competenze e che la sua capacità artistica si evolve in direzioni che non sono prevedibili nemmeno dal suo ideatore umano. In buona sostanza è creativo, una dote che finora si pensava solo umana. Come affermato dallo stesso Lipson, trascorre gran parte del suo tempo su Google Street View, riproducendo i paesaggi che maggiormente lo colpiscono. Ma non solo: «Lo trovo spesso nel mio soggiorno che si diverte a fare ritratti al gatto» ha aggiunto Lipson. 

Pare dunque che l’evoluzione più prossima dei robot sia l’acquisizione della facoltà di generare idee, dipinti, musica e oggetti imparando dall’esperienza e dalla conoscenza di se stessi, per diventare qualcosa d’altro. Già, ma cosa? Questo, ancora, non ci è dato saperlo.