Nell’era delle connessioni, presto saremo un tutt’uno con ciò che indossiamo

venerdì, 16 giugno, 2017. data dress, fashion, intelligenza artificiale, MadeWithGlove, sensoree, spider dress

Nel mondo dei fumetti e dei cartoni animati esiste la “legge del riconoscimento non banale” in base alla quale i personaggi indossano sempre gli stessi vestiti: cambiarsi d’abito potrebbe renderli irriconoscibili persino agli occhi dei parenti e degli amici più stretti. In questo modo per noi spettatori diventa impossibile immaginare un personaggio senza i suoi abiti, poiché tra i due sussiste un’interconnessione profonda.

Ebbene nel prossimo futuro questo stesso rapporto di connessione e interdipendenza potrebbe crearsi tra noi e gli abiti che indossiamo. Già da tempo l’industria tessile si sta muovendo verso tessuti intelligenti in grado di interagire con noi (ricordate il Data_Dress? Ne avevamo parlato qui), e di ascoltare il nostro corpo.

 Ecco qualche esempio.

 I guanti MadeWithGlove di Michelle Hua, dotati di biosensori intrecciati nel tessuto stesso, in grado di rilevare la temperatura corporea di chi li indossa e di creare calore quando necessario. Se la sua startup riceverà abbastanza fondi, Michelle spera di avere il prodotto pronto per il lancio entro il 2018.

Avete già sentito parlare dello spider dress? Si tratta di una creazione della designer olandese Anouk Wipprecht. Le sue spalline sono dotate di biosensori che analizzano lo spazio circostante e “attaccano” se l’utente si sente minacciato.

Kristin Neidlinger, fondatrice della startup biomedica Sensoree, ha messo a punto una giacca con patch animati, stampati in 3D e bioresponsivi che creano le sensazioni fisiche di stupore e meraviglia, solleticando la pelle per creare una sensazione di brivido lungo la schiena. Questa giacca potrà aiutare migliaia di persone affette da disturbo di depersonalizzazione, che spesso lottano con una condizione di distacco dai loro cari e dall’ambiente circostante.

Molti di noi si sentono già a loro agio con l’intelligenza artificiale, si pensi ad esempio ai droni o alle automobili senza pilota. Riusciremo a fidarci di un sistema di apprendimento automatico che agisce per conto del nostro corpo? Una cosa è certa: il rapporto di interdipendenza tra noi e quello che indossiamo sarà ancora più profondo.

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