Nella culla della civiltà, le radici dell’innovazione: 4 donne che vogliono cambiare l’Africa

giovedì, 1 giugno, 2017. africa, akorion, Fresh direct, life bank, startup, supply chain, sweepsouth, technology, World Economic Forum on Africa

Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa. Non l’avevo ancora lasciata, ma ogni volta che mi svegliavo, di notte, tendevo l’orecchio, pervaso di nostalgia”. Scriveva così Ernest Hemingway in uno dei suoi viaggi alla scoperta del Continente Nero.

Secondo Action Aid il tasso di crescita economica dell’Africa subsahariana è in calo ( si è passati dal 4,5% del 2014 al 3% del 2015), na nonostante tutto oggi questa terra mistica e selvaggia è teatro di un’innovazione tutta al femminile: lo testimoniano i premi consegnati durante l’ultimo World Economic Forum on Africa a 4 donne coraggiose, fautrici di cambiamento e fonte di ispirazione per le future generazioni.

Si va dagli orti urbani verticali della nigeriana Angel Adelaja Oluwayimika che con Fresh Direct ha aiutato le popolazioni delle città ad accedere a prodotti di qualità, a ridurre lo stress del lavoro contadino e a evitare di ricorrere alle importazioni, a Esther Karwera che in Uganda ha sviluppato Akorion, un software che collega piccoli agricoltori in enormi catene digitali, aiutandoli a vendere i loro prodotti direttamente alle aziende di agribusiness (dal suo lancio nel 2015, la sua rete ha aggregato più di 42.000 agricoltori ugandesi).

 

Insieme a loro c’è Temie Giwa-Tubosun: la sua startup, Life Bank, è specializzata in supply chain digitale e si occupa di consegnare sangue e altri prodotti medici di alto valore a ospedali e centri sanitari. Utilizzando la modellazione predittiva (un sistema di apprendimento automatico che analizza i fatti attuali per fare predizioni sul futuro o su eventi sconosciuti) permette agli operatori sanitari di entrare in possesso di strumenti di salvataggio all’avanguardia.

 

 

Aisha Pandor  viene dal Sudafrica e nel 2014 ha fondato SweepSouth: un’opportunità di lavoro per 3.000 domestici e colf. Il suo modello di business, sostenuto da una venture capital della Silicon Valley, impiega sofisticati algoritmi per abbinare a ciascun cliente la sua SweepStar ideale, creando opportunità di lavoro flessibili per degli addetti ai servizi domestici e contribuendo a elevare il lorostatus nella società sudafricana.

 

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