Manus x Machina: una collaborazione per moltiplicare le idee

Abbiamo attraversato un’era in cui tutto era realizzato a mano per spostarci poi in una successiva dove abbiamo cercato di delegare tutto alle macchine. Ma come sarà il futuro? Diversi artisti hanno cominciato a realizzare le loro opere utilizzando stampe 3D, laser, saldature ad ultrasuoni su materiali impensabili, fibre ottiche etc etc alla ricerca di una nuova manualità. Secondo noi il futuro sarà “collaborativo” e vivremo una nuova era in cui uomo e macchina non si proporranno piu in antitesi ma, invece, insieme.

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A New York ci pensa il Metropolitan Museum of Art ad accendere i riflettori sul tema con la la mostra ‘Manus X Machina: Fashion in the Age of Technology’, un viaggio attraverso oltre 150 capi di haute couture ma anche di ready-to-wear, dove il fatto a mano e il fatto a macchina trovano la loro grandiosa sintesi. Dal sontuoso abito da sposa in neoprene con strascico di sei metri disegnato a mano, stampato a macchina e ricamato poi con 450 ore di lavoro che Karl Lagerfield ha realizzato per Chanel, alle piume di silicone degli abiti di Iris Van Herpen, dalle placche metalliche degli abiti di Paco Rabanne agli chemisier di nylon di Miuccia Prada: la mostra gioca coi due termini latini ‘manus’ e ‘machina’, moltiplicati fra di loro “X” ad indicare che forse sarà proprio questo connubio a farci varcare nuove frontiere.

Sintesi? Mano e Macchina sono parti integranti di un processo che è stato e sarà, necessariamente, armonico e non dicotomico.

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