L’Rfid sale a bordo delle auto. Tedesche.

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La tecnologia Rfid sale a bordo delle auto. Tedesche. L’idea è dei ricercatori del centro studi tedesco Fraunhofer, che raccoglie 60 istituti di ricerca applicata e specializzato in operazioni e automazione industriale, che per ottimizzare la produzione dei veicoli, le fasi di controllo prima della consegna in concessionaria e, in linea generale, la riduzione del margine di errore, ha sperimentato l’applicazione di un sistema di identificazione a radiofrequenza su alcuni parti che compongono l’automobile. 

Alla base della sperimentazione, l’esigenza di trovare una soluzione veloce al controllo, manuale e ripetitivo dell’operaio attraverso lettore di codice a barre, di quei pezzi, spesso difficilmente riconoscibili, che rispondono a standard europei e che sono legati alla sicurezza del veicolo.  

La soluzione? Applicare etichette Rfid ad alcuni parti - sedili e specchietti, per esempio - che, tra le tante informazioni, possono comunicare su quale veicolo, il pezzo, debba essere installato. 

 A differenza dei codici a barre che devono essere letti uno ad uno, le etichette Rfid possono essere lette tutte insieme: questo consente non solo che le informazioni possano essere recuperate in qualsiasi momento dell’assemblaggio, ma anche poter eseguire controlli, non necessariamente alla fine, ma passaggio dopo passaggio. 

I primi esperimenti sono stati condotti nella fabbrica di furgoni della Mercedes Benz a Ludwingsfelde, vicino Berlino.