Logistica del futuro: insieme è meglio

logisticaNel 1909 Tommaso Marinetti, padre del Futurismo, nel suo celebre Manifesto affermava: “Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

Siamo noi che ora dovremmo appartenere a quel futuro eppure, 100 anni dopo, siamo qui a rincorrere la stessa velocità, nella convinzione che sia questa la chiave di volta per il Futuro dei Futuri. Ma se così non fosse? Se la chiave si trovasse nella parola “collaborazione”?

A proposito di velocità, prendiamo un mercato come quello dei beni di consumo, che negli ultimi anni si è sviluppato alla velocità della luce. Da un lato l’aumento della concorrenza ha spinto le aziende produttrici verso una sempre maggiore attenzione al cliente, dall’altro questa scelta ha provocato la tendenza a effettuare consegne sempre più veloci provocando un’impennata dei costi di trasporto e una vera e propria rivoluzione nella supply chain.

Sotto queste spinte imposte dal mercato, l’approccio moderno della logistica è passato dallo sforzo di ottimizzazione del singolo produttore all’attitudine di condividere le risorse operative, sviluppando una logistica “di rete”, collaborativa, per l’appunto. Sfruttando le potenzialità di scambio d’informazioni offerte dai servizi di cloud computing, le aziende che decidono di collaborare condividono tecniche, veicoli e infrastrutture, migliorando le proprie prestazioni, ottimizzando costi e servizi. Unica condizione: la condivisione di rischi e benefici deve avvenire in un’ottica win-win. Le imprese che intendono collaborare devono avere esigenze strategiche comuni (un esempio: la necessità di consegnare allo stesso cliente) al fine di raggiungere obiettivi che da sole non sarebbero mai in grado di raggiungere.

Questo crescente fenomeno di transport e asset sharing ci indica apertamente come l’innovazione nasca sempre di più dalla coesione, dal superamento cosciente della necessità, ormai obsoleta, di mettersi in gara, di essere più veloci dei nostri simili. Utilizzare il nostro talento per mettere l’umanità in cooperazione, non in divisione, questo è il vero Futurismo.