Da Léa Seydoux a Lightning: quando la moda sceglie la modella dai videogames


In 10 anni, dicono gli esperti, il settore della moda virerà verso tecnologie e supporti sempre più robotici e virtuali: dagli operatori di vendita automatici ai robot di produzione, passando per i chatbots a sistemi di intelligenza artificiale sempre più all’avanguardia, in grado di creare processi innovativi sia nella catena di  produzione che nel retail.

Ma le case di moda sono davvero pronte? Il direttore creativo di Louis Vitton, Nicolas Ghesquière, intanto, si è portato avanti, strizzando l’occhio al futuro e scegliendo come testimonial della PE2016 Lightning, eroina virtuale protagonista dell’ottava edizione del videogioco Final Fantasy.  

LV SS16 - 255

Ghesquière ha spiegato come questa scelta stilistica segua la direzione, tutta contemporanea e comune a molti altri settori, “dell’integrazione di nuove nozioni di digitale, virtuale e cibernetico con le nostre vite reali”. La tecnologia, è indubbio, porterà a esplorare scenari ogni volta inimmaginabili, soprattutto nei settori – come la moda – in cui la creatività e l’ingegno umano sono coinvolti tout court.  Cambiano i settori, dunque, ma la discussione resta sempre la stessa: cosa siamo disposti a delegare alle macchineE a cosa, invece, non vogliamo rinunciare nel nostro processo produttivo e creativo?

In 255 crediamo che la chiave di volta sia nell’integrazione, armonica, di due anime indispensabili per lo sviluppo futuro: quella creativa e quella tecnologica. Ed è il motivo per cui non sviluppiamo isole robotizzate massimizzando l’utilizzo della tecnologia disponibile ma invece cerchiamo di capire, sempre, come ottenere il miglior risultato possibile integrando la componente umana a quella robotica.