Le sliding doors del futuro

Secondo l’ultima analisi sul potenziale d’automazione industriale, curata dalla società di consul
enza McKinsey&Company, quella che si prospetta per il futuro è un’evoluzione senza dubbio promettente.

Per potenziale tecnico d’automazione, al giorno d’oggi, s’intende la capacità di un’attività di essere resa completamente autonoma e automatica,
tramite l’utilizzo di tecnologie attuali, empiricamente dimostrate e performanti.

Questo potenziale differisce da settore a settore a seconda dell’ingerenza che tali tecnologie hanno avuto – o stanno avendo – in un determinato campo.  Si tratta di un aspetto legato a quella che, nei primi dati del Report (che verrà ufficialmente pubblicato a gennaio 2017), McKinsey definisce flessibilità.

Le nuove tecnologie sono in grado di adeguarsi agli sviluppi delle varie categorie professionali? In che modo possono influenzarle? L’indagine, condotta su territorio statunitense elaborando i dati US Bureau of Labor Statistics & O*Net, risponde a queste domande rivelando che delle 2.000 attività analizzate per più di 800 professioni retribuite ben il 45% può essere interamente automatizzato. L’analisi evidenzia inoltre come le principali attività suscettibili di automazione siano quelle svolte in ambienti sicuri, prevedibili e tramite azioni ben stabilite e difficilmckinseymente modificabili durante l’arco della giornata (per es. quelle del settore manifatturiero, dei servizi di ristorazione e accoglienza, della produzione). Anche nel mondo della finanza, in quello della salute e della cura della persona, la sostituzione uomo-macchina è ipotizzabile; possibilità che invece risulta inesistente nel mondo dell’istruzione.

La domanda resta sempre la stessa: cosa possiamo delegare e a cosa vogliamo rinunciare? L’avanzare della macchina, e l’ingerenza nella vita di tutti giorni, non  può e non deve spaventare né spaventarci: per noi di 255 l’evoluzione tecnologica se gestita con intelligenza, competenza, formazione e sensibilità, è un prezioso contributo al miglioramento del lavoro. Di tutti e in ogni settore. Incentivare una valida compresenza individuo/robot, infatti, non può che stimolare l’uomo nel progresso delle proprie conoscenze e nello sviluppo di nuove skill, conferendo alla macchina il ruolo di fedele compagna e riportando al suo antico ruolo l’individuo. Quello di protagonista, il solo a non poter essere sostituito.