L’aeroponica dal cuore italiano all’aeroporto di Chicago

Al Terminal 3 dell’O'Hare International, l’enorme aeroporto di Chicago, nell’atrio trafficato di viaggiatori che vanno e vengono da tutto il mondo si ergono 26 colonnine alte oltre 2 metri: contengono più di mille piantine, dalla lattuga al prezzemolo, dai fagiolini alla bieta, formando un vero e proprio orto verticale che occupa una superficie di 980 metri quadrati. Di cosa parliamo? Dell’Urban Garden, primo progetto di aeroponica sviluppato in un aeroporto. Si tratta di un processo di sviluppo in serra di piante senza l'utilizzo di terra o di qualsiasi altro aggregato di sostegno: le piante, sono sostenute artificialmente e la loro alimentazione è garantita attraverso sistemi di nebulizzazione di acqua arricchita da fertilizzanti minerali.

Le piantine cresciute in questo modo servono, al momento, 4 ristoranti dello scalo e gli ingredienti utilizzati per realizzare questi piatti sono la vera celebrazione del km zero: non hanno viaggiato in camion per raggiungere la cucina, non hanno consumato nemmeno una goccia di petrolio per arrivare in tavola, e non sono stati stoccati in celle frigo per mantenerne la freschezza.

Quando si parla di cibo del futuro e di innovazione sostenibile, quando riflettiamo sulla terra che lasceremo ai nostri figli, quando si discute di come la sinergia tra uomo e tecnologia possa portare a risultati incredibili: ecco, noi di 255, pensiamo anche a progetti di questo tipo. Non è il primo nè sarà l’ultimo ma un po’ di orgoglio italiano concedetecelo: il progetto nasce da un’idea dell’itaiana Autogrill in collaborazione con il Chicago Department of Aviation