La biostampante 3D che produce carne porta la firma di un italiano

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Stampare una bistecca con una biostampante 3D? Nulla di più lontano dalla fantascienza, anzi: parliamo di un progetto brevettato che porta la firma di un italiano, Giuseppe Scionti, dottore di biomedicina all’Università di Barcellona. Due i prototipi realizzati - quello del petto di pollo e della bistecca di manzo - attraverso biomateriali come proteine vegetali, carboidrati, vitamine e grassi vegetali che hanno la consistenza fibrosa della carne animale e sono privi di OGM. In questa prima fase brevettuale, sarà possibile realizzare 100 grammi di carne vegetale in mezz’ora al costo di 2 euro, costo che andrà progressivamente a calare se e quando la produzione sarà su larga scala.
 
Alla vista, come riporta Scionti a El Pais, la bistecca 3D merita ancora un po’ di lavoro extra, dal momento che è molto lontana dal sembrare carne vera: «i modelli 3d devono sembrare più complessi per simulare le diverse componenti della carne, dai muscoli, ai tessuti, al grasso».
 
L’obiettivo dello studioso italiano, molto comune a progetti simili realizzati oltreoceano come Impossible Burger o Beyond Meat (realizzati entrambi senza stampante 3D però) è quello di ridurre emissioni dei gas serra derivanti dagli allevamenti intensivi di bestiame ma, a stuzzicare l’attenzione della FAO nei confronti del progetto di Scionti è l’idea di porre rimedio, in questo modo, alla mancanza di componenti come minerali, vitamine o amminoacidi essenziali in alcune zone rurali del pianeta. 

Stiamo parlando di un’area di ricerca che fornisce e fornirà spunti molto interessanti per il futuro, anche se al momento non so quanti di noi vorrebbero sostituire la loro fiorentina con una bistecca 3D!