Intelligenza Artificiale e Robotica: sono gli italiani i più entusiasti d’Europa

Gli italiani sono i primi in Europa per interesse sul tema intelligenza artificiale: è quanto rivela il Rapporto Coop 2017 che analizza lo stile di vita e i costumi dei nostri connazionali e che fotografa un interesse e un sentimento di fiducia ed entusiasmo che non ha pari nelle altre grandi economie europee.

Robot e intelligenza artificiale non vengono visti in maniera ostile e questo in maniera trasversale indipendentemente dall’età, dal lavoro, dal titolo di studio e dalla collocazione geografica: la valutazione positiva rispetto alle nuove tecnologie raggiunge il 61%, la percentuale più alta se confrontata al dato delle vicine Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Le principali resistenze si riscontrano in alcune minoranze della popolazione, quelle scarsamente digitalizzate per motivi anagrafici (gli over 65) e i meno istruiti.

Un interesse, quello verso l’intelligenza artificiale, che, stando al rapporto, è cresciuto esponenzialmente trovando gli italiani favorevoli alla tanto temuta collaborazione uomo-macchina. I robot vengono visti come supporti strategici non solo delle faccende domestiche ma anche, e soprattutto, per l’esercizio di numerose attività professionali, pericolose e non. Gli stessi operai, il cui lavoro potrebbe essere più a rischio a causa dell’automazione di alcuni processi industriali, si dicono favorevoli per il 70% a sistemi di intelligenza artificiale e robotica nelle fabbriche, percentuale che arriva al 90% quando si intervistano manager, professionisti e studenti che vedono in questo cambiamento di paradigma “una via per valorizzare gli investimenti in istruzione compiuti”.

Insomma gli italiani sembrano in attesa di un cambiamento che è interpretato come miglioramento e sono i primi in Europa a vedere nell’intelligenza artificiale un falso problema: secondo la maggioranza di loro, spiega il rapporto “nel giro di qualche anno i lavori attuali non esisteranno più e il tutto il mondo del lavoro sarà proiettato verso modelli che ad oggi non siamo ancora in grado di immaginare”.

Non c’è una passiva accettazione di ciò che è ineluttabile, a dimostrarlo i dati relativi ad alcune delle esperienze come ricevere la spesa trasportata da un drone, vista favorevolmente dal 60% o essere visitati da un medico-macchina: il 68 % degli italiani è favorevole contro il 57% dei tedeschi e il 55% dei francesi.