Innovazione : Automazione = Educazione : Lavoro

Automazione, robotica, innovazione: C’è chi pensa che vivremo in un mondo dove le macchine lavoreranno al nostro posto causando licenziamenti e disoccupazione, un mondo dove non ci sarà più spazio per creatività e ingegno dell’uomo, un mondo dove l’uomo verrà sostituito dalle macchine.. Ma sarà davvero così?

Secondo alcuni disoccupazione e innovazione vanno di pari passo, ma per altri i due fattori non sono collegati e l’economia, quando ripartirà, sarà in grado di produrre un numero crescente di posti di lavoro. Difficile prevedere cosa succederà nei prossimi anni, di certo dovremo reinventare il mondo del lavoro, l’educazione, la formazione la predisposizione personale al cambiamento.

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Una tesi che ritroviamo nel libro “La rivoluzione delle macchine” di Andrew McAfee e Erik Brynjolfsson ed edito in Italia da Feltrinelli, in cui si spiega come la tecnologia è autrice della trasformazione del lavoro, non distruttrice.

I due studiosi sostengono che è arrivato il momento per una nuova rivoluzione, che questa volta non meccanizzerà il lavoro manuale, ma quello mentale. La tecnologia non cancella il lavoro, ma sicuramente ne modifica le logiche. Coloro che sapranno rischiare e coltivare la propria creatività ne usciranno vincitori sviluppando nuove abilità e sapendo sfruttare la tecnologia senza lasciarsi schiacciare dall’innovazione.

Ce lo ricorda il report del World Economic Forum intitolato “The Future of Jobs”:nei prossimi 5 anni i fattori tecnologici e demografici influenzeranno profondamente l’evoluzione del lavoro.  Se da una parte, quindi, spariranno inevitabilmente posti di lavoro, dall’altra questi verranno in parte recuperati e compensati da nuove figure professionali. Cambiano infatti le competenze e le skill ricercate e, secondo il report, saranno problem solving e pensiero creativo le abilità che faranno la differenza.

Ciò che per noi oggi è futuro, per le generazioni del domani sarà realtà. Ed è sui giovani quindi che bisogna puntare per far si che questa rivoluzione venga accettata, sfruttata nel modo giusto e non temuta. Dobbiamo puntare sull’educazione e sulla formazione: scuole, università e centri di pensiero devono essere i primi ad accorgersi di questo cambiamento epocale e formare i professionisti del futuro. Si deve coltivare la creatività delle nuove generazioni, la creatività che saprà costruire nuove macchine, ma che sarà anche la chiave per definire nuove professionalità necessarie, e non sostituibili, alle macchine stesse. Sempre secondo il report del WEF le imprese ritengono che la chiave per gestire con successo le dinamiche di lungo termine del mercato del lavoro sia quella di investire nelle competenze, più che assumere lavoratori a termine o telelavoratori. Uomo e macchina sono due elementi che parlano, comunicano e lavorano insieme, non due elementi in competizione. Due rette parallele, non due treni in direzioni opposte.