Industria 4.0: AAA professionisti cercasi

"New skills for new jobs" è il programma che la Commissione Europea ha avviato per promuovere l’anticipazione di quelle che saranno le future competenze richieste dal mercato del lavoro, per far corrispondere al meglio domanda/richiesta, e per colmare il divario, spesso esistente, tra istruzione e lavoro. L’esigenza di competenze sempre più specifiche è stata favorita, se non accelerata, dalla quarta rivoluzione industriale che impone alle aziende di avere professionisti sempre più esperti e qualificati. Tuttavia, stando ai dati Eurostat presentati all’interno dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro sull’impatto dell’industria 4.0 sullo stato delle professioni, in Italia la quota di professionisti che partecipano ad un’attività formativa è pari solo al 9,3%, a fronte del 14,6% della media europea e del 33,1% della Danimarca, o dei vicini francesi (23,3%).

Un campanello d’allarme per il nostro Paese spesso incapace di formare professionisti competenti e aggiornati. Ad agosto una fotografia interessante è stata scattata da Confartigianato che prevedendo oltre 117mila assunzioni per tecnici specializzati in innovazione 4.0, sottolineava come gli imprenditori a caccia di 32.570 diplomati per i settori di meccatronica ed energia e 13.350 per l’ elettronica e l’elettrotecnica, faticassero a trovare personale. Quali sono le professioni più richieste ma che fanno più fatica ad essere reperite? Addetti all’installazione di macchine utensili (introvabili per il 64% delle assunzioni previste) e quelli deputati alla gestione di macchinari a controllo numerico (manca all’appello il 58% del personale necessario alle imprese), seguiti da operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (43%) e tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (39%).