Industria 4.0 – la spinta del fisco

A cura di Carlo Alberto Tassini

 

Anche il fisco ha scoperto l’Industria 4.0, tanto che la legge di stabilità 2017 porta in dote alle aziende un generoso incentivo ad investire in beni strumentali ad alta tecnologia. Ma cosa significa industria 4.0? La maggioranza degli imprenditori e dei professionisti , pur avendo ben chiaro quali siano le agevolazioni fiscali, ne ha solo una vaga idea e pertanto le aspettative di risparmio di imposta sono frustrate  dall’incertezza.

In estrema sintesi, con “Industria 4.0” si indica la quarta rivoluzione industriale fondata sull’obiettivo di portare ad un processo di produzione quasi integralmente basata sull’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet.

E’ la definizione che ne da Il Piano nazionale Industria 4.0, presentato dal Governo lo scorso 21 settembre:

 

 

Si tratta quindi di impianti di produzione (indifferentemente per produzione di beni o di servizi)  largamente digitalizzati, interconnessi con il Sistema gestionale e in grado di sfruttare le opportunità dei big data, dell’e-commerce, dello IOT.

L’agevolazione fiscale derivante da investimenti in beni materiali cosiddetti industria 4.0 consiste nell’ormai noto iperammortamento che consiste nella maggiorazione, ai soli fini fiscali, del 150% del costo di acquisto dei beni e conseguente risparmio fiscale per effetto della deducibilità di ammortamenti figurativi.

Supponendo di acquistare un impianto industria 4.0 al costo di 100.000 euro, l’impresa maggiorerà il costo fiscale dell’investimento del 150% ottenendo quindi un costo fiscale di euro 250.000.

In bilancio gli ammortamenti saranno calcolati come sempre sul costo di acquisto (100.000) ma in dichiarazione dei redditi gli stessi ammortamenti saranno calcolati su 250.000 ottenendo un abbattimento dell’imponibile ed un ulteriore risparmio fiscale pari al 36%.

Posto che l’aliquota IRES è del 24%, il rispamio fiscale complessivo sull’acquisto di un bene industria 4.0 è pari al 60% del costo.

L’agevolazione è circoscritta ai beni compresi nell’allegato A annesso alla L. 232/2016.