In Cina il chip RFID obbligatorio a bordo della auto

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Quello del mercato dell’automobile in Cina è un tema importante: la sola Pechino “vanta” il primo posto nella classifica dei Paesi leader globali per il settore. Non solo, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il Paese è stato definito uno tra i più pericolosi al mondo per chi guida. 

Inquinamento, traffico, sicurezza sono solo alcune delle motivazioni che avrebbero spinto il governo a prendere una serie di provvedimenti, come ad esempio l’attivazione di un un sistema di identificazione dei veicoli attraverso chip RFID installati sul parabrezza, come ha recentemente raccontato il  Wall Street Journal

A differenza dei sistemi di localizzazione GPS e delle telecamere, la tecnologia RFID offre vantaggi come il funzionamento in condizioni di nebbia e una rapida elaborazione delle informazioni: in questo caso i dispositivi di lettura, installati a bordo strada, identificheranno le macchine in tempo reale trasferendone i dati al Ministero. I ricercatori potranno raccogliere dati sufficienti sui flussi di traffico, ore di punta, luoghi in cui si creano ingorghi o rallentamenti per poter di conseguenza intervenire sulle criticità più significative, a partire dalla diminuzione del livello di emissioni inquinanti. 

L’attività, sponsorizzata in modo congiunto dal Ministero della Pubblica Sicurezza e dei Trasporti prevede che l’attivazione del chip sia volontaria per quest’anno, ma obbligatoria per i nuovi veicoli dal 2019. Ma c’è già chi sospetta che la tecnologia venga utilizzata come  strumento di controllo di massa, come Maya Wang, ricercatrice senior in Cina per Human Rights Watch che ha ricordato a Inkstone come il governo cinese abbia investito molto nelle nuove tecnologie con l'obiettivo di costruire uno stato di sorveglianza multidimensionale per prevenire eventuali minacce al potere.