Il lavoro del futuro? Si impara all’Università: via alle lauree professionalizzanti

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Potrebbero partire già dal prossimo anno accademico, sono in tutto quindici e sono state create con una sola missione: diventare un veicolo concreto in grado di traghettare i giovani verso il mondo del lavoro.
 
Per questo motivo, nel decreto che ne ha segnato la nascita, il Miur le ha definite “lauree professionalizzanti”. Si tratta di percorsi di tre anni con un “tragitto” ben definito: nei primi due gli studenti acquisiranno la formazione teorica necessaria, il terzo anno invece coinvolgerà in maniera pratica e diretta le imprese, che diventeranno fondamentali per conseguire il titolo la laurea.
 
Quali conoscenze si acquisiranno? Tecnologia e digitalizzazione saranno i due capisaldi, con un occhio anche al mondo della trazione, dell’edilizia e dell’industria alimentare. Degna di nota è innanzitutto la nuova laurea magistrale in Data Science, che si propone l’obiettivo di formare professionisti in grado di acquisire, integrare, analizzare e interpretare grandi quantità di dati, utilizzando tecniche informatiche e matematico-statistiche all’interno di aziende e amministrazioni pubbliche e private, inclusi enti o istituti di ricerca scientifica o tecnologica.
 
Merita un accenno anche il corso di laurea magistrale in ingegneria meccatronica, una branca dell’ingegneria che si occupa dello studio di sistemi meccanici intelligenti da impiegare in contesti industriali e civili, al fine di semplificare il lavoro dell’uomo. Nel campo dell’ingegneria meccatronica convergono tre diverse materie: la meccanica, l’elettronica e l’informatica. I suoi principali ambiti di applicazione? La robotica e l’automazione industriale. Un laureato in ingegneria meccatronica potrà trovare impiego nel settore manifatturiero, automobilistico, aeronautico-spaziale, tutti settori in piena crescita.
 
Senza contare scienze dei materiali – disponibile sia come laurea triennale che magistrale – facoltà nata con l’obiettivo di fornire agli studenti conoscenze relative alle proprietà chimiche e fisiche dei materiali, tramite tutta una serie di tecniche sperimentali per la loro caratterizzazione. Il corso si pone l’obiettivo di formare così futuri tecnici di laboratorio insieme a responsabili di ricerca e controllo qualità in aziende per lo sviluppo e la trasformazione dei materiali.

Completano l’elenco, tra gli altri, i corsi di ingegneria per l’industria intelligente, ingegneria del legno, ingegneria delle tecnologie industriali, gestione del territorio, conduzione del mezzo navale, tecniche di gestione per l’edilizia, ingegneria della sicurezza e agribusiness.
 
Per orientarsi nella scelta del corso di laurea dunque, si guarda sempre di più al mercato del lavoro: come indicato dal rapporto Previsione dei Fabbisogni Occupazionali in Italia a medio termine (2018-2022) di Unioncamere, ANPAL e Sistema Informativo Excelsior, che analizza le offerte di lavoro sul web postate in Italia, la maggior parte delle professioni emergenti è legata al progresso tecnologico: Data Scientist, Cloud Computing Expert, Cyber Security Expert, Business Intelligence Analyst, Big Data Analyst e Social Media Maanager. Per tutte queste figure – dicono i dati – si è verificato un incremento di annunci di lavoro pari al 280% nel periodo compreso fra il 2014 e il 2017.