Il cartone del futuro? Pesa un millesimo di grammo ed è spesso dieci nanometri

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L’industria del cartone è a una svolta, o almeno, potrebbe esserlo, tra non molto. All’Università della Pennsylvania hanno realizzato un nanocartone, più leggero e rigido, in grado di sostituire quello generalmente usato per le spedizioni. 

Parliamo di una pellicola in ossido di alluminio dello spessore di una decina di nanometri che, grazie a una struttura interna a canali, acquista una rigidità diecimila volte maggiore di una lastra semplice della stessa massa. I ricercatori che lo hanno realizzato dichiarano che un singolo centimetro quadrato del materiale pesa meno di un millesimo di grammo e che è in grado di tornare alla sua forma originale dopo essere stato piegato a metà.

Il rapporto rigidità/peso rende ideale la sua applicazione in ambito aerospaziale - dove un grammo fa la differenza - o medico, dove è stato impiegato come filtro per il sangue per l’isolamento delle cellule tumorali. E non solo, si è rivelato anche un ottimo isolante termico. 

In generale il cartone, per come lo conosciamo nella nostra quotidianità, ha la forma di un sandwich: una struttura a nido d’ape al suo interno e due sezioni più solide all’esterno da entrambi i lati, struttura questa più difficile da ridimensionare su scala nanometrica, dove si lavora su strati migliaia di volte più sottili. Una sfida, questa, che ha messo i ricercatori nella condizione di sperimentare e progettare microstrutture con proprietà che derivano dalla loro forma e non da ciò di cui sono fatte.

Quale potrà essere l’impatto sulle confezioni primarie e secondarie nella logistica è difficilmente prevedibile al momento ma sicuramente dovremo prepararci a progettare nuove macchine e nuovi sistemi di movimentazione. Ci aspetta un futuro fantastico! 

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