I profili professionali che mancano per la crescita del Paese

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Tecnici del settore ingegneristico, operai specializzati nella lavorazione dei metalli, addetti ai macchinari dell’industria tessile: sono queste alcune delle professionalità più difficili da reperire stando all’ultimo rapporto di Excelsior Unioncamere-Anpal che sottolinea come, a fronte di 31mila opportunità di lavoro in più rispetto al 2017, è la manodopera qualificata quella che manca (per il 29% a fronte del 25% del 2017). 
 
Quali sono le professionalità scarseggiano maggiormente in Italia? Parliamo di esperti in campo ingegneristico (61,2%), tra cui addetti alla programmazione di macchine a controllo numerico e tecnici per la gestione, manutenzione ed utilizzo di robot industriali; operai specializzati nella lavorazione dei metalli (58%), tra cui fonditori, saldatori, fabbri; addetti a macchinari dell’industria tessile (50,3%); ingegneri (49,8%); operai di macchine automatiche (49,7%); elettromeccanici (47%), come installatori, montatori, manutentori di macchinari per impianti industriali, di apparecchiature elettriche, elettroniche, informatiche. 
 
Una grande differenza si riscontra anche a livello territoriale, con il Nord e Centro-Nord che arrancano maggiormente (il 42% di difficoltà nelle province di Pordenone, Lecco, Ferrara e Bologna), a differenza del Sud Italia dove la percentuale scende, per esempio al 15%, in città come come Brindisi, Benevento, Taranto e Ragusa.  
 
Le imprese hanno fame di profili altamente qualificati: +1,3% rispetto ad ottobre 2017 la ricerca di dirigenti, professioni intellettuali e scientifiche molto specializzate. A mancare non è solo il numero dei candidati adatti ma anche la capacità degli stessi di stare al passo con l’innovazione delle competenze, un gap questo che non può che colmarsi a valle: con un aggiornamento del sistema scolastico  e di nuove skill da aggiungere nei percorsi formativi prima, con un continuo aggiornamento e formazione all’interno delle aziende poi.

Oggi più che mai non si smette di studiare una volta terminato il ciclo di studi scolastici, ma è necessario rimanere aggiornati continuamente. Le innovazioni che richiedevano decenni, ora richiedono soltanto pochi mesi. Sempre di più dovremo puntare su quelle che vengono chiamate le soft skill. In 255hec dedichiamo molto tempo alla formazione sia interna sia esterna, attraverso società specializzate: non c’è altro modo, se non questo, per poter innovare e fornire il miglior servizio ai nostri clienti.