I CEO di tutto il mondo accettano la sfida: «Digital transformation? Siamo pronti!»

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Contesto incerto, crescita realistica, digitalizzazione come obiettivo personale, intuito e dati: queste le tematiche che emergono dalla quarta edizione del Global CEO Outlook Survey 2018 di KPMG

Lo scopo del sondaggio? Cogliere il sentiment dei business leader delle più importanti aziende a livello globale: 1330 i CEO di alcune delle più importanti aziende globali intervistati, undici i mercati e i settori differenti analizzati (asset management, automotive, banking, consumer & retail, energy, infrastructure, insurance, life sciences, manufacturing, technology & telecoms).
 
Un inaspettato ottimismo riguardo le prospettive dell’economia internazionale e della propria azienda caratterizza i CEO delle grandi multinazionali: il 67% vede la disruption come un’opportunità di crescita nonostante l’attuale contesto di instabilità e il 90% ha fiducia riguardo le prospettive di sviluppo della propria azienda, con un aumento del 7% rispetto allo scorso anno.
 
Dal momento però che i prodotti e servizi tradizionali stanno diventando sempre più obsoleti, i manager accettano personalmente la sfida della digital transformation, oggi più che mai una priorità, cercando di adottare e di sfruttare pienamente tutto il potenziale delle nuove tecnologie. Tra i progetti dei prossimi anni c’è l’inserimento in organico aziendale di figure nuove come quelle di Data Scientist, esperti di cybersecurity e Intelligenza Artificiale. 

E i rischi? Nella classifica delle minacce più significative che ostacolano la crescita, al primo posto l’emergere di forme di nazionalismo nel contesto geopolitico. Globalizzazione e interdipendenza degli eventi politici, instabilità nelle relazioni istituzionali e nei rapporti di forza macroeconomici, nuovi approcci alle regole sul commercio internazionale preoccupano sempre più i CEO di tutto il mondo. In salita il cyber risk: gli amministratori delegati delle aziende statunitensi ritengono più alto questo rischio (68% contro il 34% degli intervistati in Italia), pensando che sia solo questione di tempo, mentre il 51% ritiene di sentirsi pronto ad affrontare la minaccia.
 
Uno dei temi più sentiti dai capi delle grandi multinazionali è quello di non essere in linea con le nuove esigenze dei Millennial, una generazione strategica per il business. È fondamentale incarnare e dimostrare empatia verso i valori di riferimento dei giovani, ma questo richiede un enorme sforzo per la maggioranza dei CEO: il 38% dichiara addirittura il bisogno di riposizionare il proprio brand per andare incontro a queste esigenze.