Human+: artisti e scienziati insieme per la mostra che indaga il futuro della nostra specie

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HUMAN+. Il futuro della nostra specie è il titolo della mostra che il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica fino al 1 luglio agli scenari dell’evoluzione della specie umana alla luce dei progressi della tecnologia. Attraverso i lavori di artisti, designer e scienziati di fama internazionale che si sono interrogati sulle connessioni tra arte e scienza la mostra accompagna il visitatore in un viaggio nel futuro dell'umanità.

Non vi aspettate nessuno scenario apocalittico, il simbolo "+" accanto a "Human" lascia intendere un approccio positivo per l’evoluzione della specie, ma preparatevi a immergervi in una dimensione dove i confini tra mente e corpo si fanno più labili. Dall’immagine potente di Howard Schatz che trasforma in icona di nuova bellezza Aimee Mullin, donna nata senza gambe che grazie a delle protesi in fibra di carbonio ha partecipato ai Giochi Paralimpici di Atlanta, stregando lo stilista Alexander McQueen che l’ha voluta per una sua sfilata, alle sculture di di Agatha Haines che nell’opera "Trasfigurazioni" immagina cinque modi per intervenire chirurgicamente alla nascita e rendere i neonati più preparati a sopportare il calore o ad assumere farmaci attraverso un buco dietro la nuca.

Per l’edizione romana della mostra il Palazzo delle Esposizioni ha voluto affiancare al corpus principale (selezionate dalla Science Gallery di Dublino e dal CCCB di Barcellona) un gruppo di opere con cui alcuni artisti italiani rispondono al quesito: “Umano, sovraumano?”. Il percorso espositivo conduce lo spettatore ad interrogarsi sul dilemma "potenziamento" tecnologico vs. "depotenziamento umano": una provocazione che, come ricordano i curatori della mostra, è “un invito alla consapevolezza di noi stessi e degli strati più profondi del nostro sentire”.