Fronte comune dell’UE sull’Intelligenza Artificiale. Pareggiare le distanze con Usa e Cina l’obiettivo comune.

Fronte_comune_dellUE_sullIntelligenza_Artificiale_Sito.png
  • Unire le forze sull'intelligenza artificiale (IA).
  • Costituire un partenariato europeo per le tecnologie blockchain.
  • Condividere i dati per personalizzare l'assistenza sanitaria
  • Incoraggiare l'innovazione attraverso l’Innovation Radar, piattaforma on line in grado di favorire l’incontro tra innovatore e mercato. 

Questi alcuni dei punti caldi dell’edizione 2018 del Digital Day, appuntamento annuale che favorisce l’incontro tra ministri e rappresentanti dei paesi UE, dell'industria, del mondo accademico e della società civile per promuovere la cooperazione nei settori dell'intelligenza artificiale, delle tecnologie blockchain, della sanità elettronica (eHealth) e dell'innovazione.

E proprio sull’intelligenza artificiale che i 25 paesi dell’UE hanno fatto fronte comune consapevoli di come, per competere su scala mondiale, sia necessario fare sistema: nella dichiarazione firmata dalla Norvegia e da 24 Stati Ue (esclusi Cipro, Grecia, Croazia e Romania) i governi si sono impegnati a investire nello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, ad allineare le proprie agende sul fronte ricerca, a rendere l’Intelligenza Artificiale più accessibile a lavorare sugli aspetti etici, legali e socio-economici. Come? Attraverso investimenti che, stando agli intenti condivisi e firmati, saranno decuplicati nei prossimi 10 anni. Oltre agli impegni presi sul fronte nazionale la stessa Unione Europea ha previsto un piano di investimenti nel medio termine volto a favorire la ricerca, agevolare la collaborazione tra gli Stati e facilitare l’accesso alle nuove tecnologie per le piccole e medie imprese. 

Non è stato ancora reso nota l’ammontare dell’investimento considerando che i Paesi firmatari  dovranno fare un passaggio, non facile, nei rispettivi parlamenti nazionali. La questione dei fondi da allocare è un tema caldo, come ha sottolineato il commissario all’Agenda Digitale Andrus Ansip, ma l’urgenza resta così come l’obiettivo: non perdere la corsa globale all’Intelligenza Artificiale, dove Cina e Usa la fanno ancora da padroni.