Evoluzione digitale: come ti divido il mondo in 4

Sono passati appena 10 anni dall’introduzione dell’iPhone nelle nostre vite. Un tempo, se ci si pensa, relativamente breve: ma quanto, e come, è cambiato il nostro modo di interfacciarci con il mondo? Uno studio realizzato dall’americana Taft University, in collaborazione con Mastercard, partendo dal Digital Evolution Index del World Economic Forum ha provato a scannerizzare l’evoluzione digitale di 60 paesi attraverso 170 indicatori: dall’accesso a internet alle infrastrutture, dal supporto della politica, della finanza, dei media e dell’intrattenimento.

Quello che emerge è una divisione del globo in 4 macrocategorie.

1 Gli Stand Out: sono i Paesi altamente digitalizzati, guidano l’innovazione, si evolvono e creano nuova domanda. Da Singapore alla Nuova Zelanda, dall’Estonia ad Hong Kong, passando per il Giappone, Israele, Arabia Saudita e Regno Unito: questi paesi investono in infrastrutture e competenze digitali e dispongono del supporto politico per lo sviluppo.

2 – Gli Stall Out: Paesi come Norvegia, Svezia, Svizzera, Danimarca, Finlandia che hanno un alto tasso di crescita digitale, ma hanno rallentato l’avanzata innovativa e si trovano in una situazione di stallo.

3 – I Break Out: Cina, Malesia, Kenya, Russia, India, Indonesia, Brasile, Colombia, Cile e Messico rientrano in questa categoria. Hanno un basso tasso di digitalizzazione ma il ritmo della loro evoluzione è molto rapido tanto da essere fortemente attrattivi per gli investitori: hanno buone potenzialità per diventare in futuro Paesi Stand Out.

4 – I Watch Out: tasso di digitalizzazione molto basso, spinta all’innovazione molto debole. A gravare su questi paesi – tra i quali troviamo Sud Africa, Perù, Egitto, Pakistan e Grecia –  una sostanziale carenza di infrastrutture e limiti all’accesso a internet.

E l’Italia? Il nostro Paese si trova in una posizione intermedia, non troppo innovativo ma neanche arretrato, la crescita risulta costante e la potenzialità di sviluppo resta elevata.