Etichette RFID e Abbigliamento

Il primo brevetto americano per un tag RFID attivo con memoria riscrivibile risale al 23 gennaio del 1973 e porta la firma di Mario W. Cardullo.

Negli stessi anni Charles Walton depositò un brevetto per un tag rfid passivo utilizzato come chiave elettronica per aprire le porte. Insomma … ormai quasi tutti gli alberghi hanno “chiavi” di questo genere!

Nel 1970 il governo americano fece sviluppare una tecnologia RFID per tracciare i movimenti del materiale nucleare. Voleva una tracciabilità certa e sicura al 100%. Un gruppo di scienziati dotò i camion di tag rfid e i varchi di passaggio di antenne speciali. Cominciarono così a tracciare i movimenti di tutto il materiale radioattivo, dei camion, dei loro autisti etc etc. Questa tecnologia è alla base dei moderni telepass!

Il mondo della moda ha avuto il merito di far crescere il numero di tag rfid richiesti concorrendo all’abbassamento dei costi per singolo tag/etichetta. Ancora oggi la moda, l’abbigliamento, il tessile guida la classifica dei progetti rfid in quanto è il settore che fino ad oggi ha osato, e risparmiato di più, con l’utilizzo di questa tecnologia.

Nel post del “RFID Fashion e Abbigliamento” abbiamo mostrato la fotografia di un tag rfid molto “cool” a “fashion”

Forse però la vera ed unica informazione rilevante che dovrebbe essere memorizzata sull’abbigliamento e sulle etichette rfid legate ai capi di abbigliamento è questa:
(clicca per ingrandire e leggere …) :-) … grazie mamma!