Digital skills? In Italia ancora prerogativa maschile. Lo studio di LinkedIn

Digital-skills_Sito.png

In Italia aumentano le assunzioni, ma le competenze digitali – le più richieste – sono ancora prerogativa degli uomini. Lo rileva il rapporto LinkedIn Recruiter Sentiment Italia 2019, svolto su un campione di oltre 300 responsabili delle Risorse Umane in aziende e agenzie di lavoro di tutta Italia. Tra le competenze più richieste dai recruiters italiani lo studio indica quelle tecnologiche e di coding (15%), la capacità di gestire in modo adeguato il pacchetto Office (14%), il social media management e le competenze nell’ambito dei social media (12%), il web design (11%) e l’analisi dei dati (10%).
 
Requisiti professionali che nel nostro Paese sono difficili da trovare. Le maggiori carenze? Nell’ambito della tecnologia e del coding (36%), ma anche soft skills come il problem solving (31%), la creatività (30%), la gestione dei tempi di lavoro (28%), il web design (28%), la collaborazione (27%) e la leadership (26%).
 
La ricerca di LinkedIn evidenzia anche un gender gap in termini di competenze. Il 45% dei responsabili HR italiani dichiara, infatti, che ci sono più candidati uomini con competenze digitali rispetto alle donne (contro il 25% che pensa che ci siano più donne “digitalmente preparate”): uno svantaggio nel mondo globale, in cui l’innovazione tecnologica e le competenze scientifiche sono sempre più determinanti per il successo di aziende e individui. I settori nei quali è stato più difficile trovare i candidati adatti nel 2018 sono il finance & banking (32%), l’IT legato alla produzione di hardware (30%), l’istruzione (29%), media/comunicazione (29%) e sanità (29%).
 
La buona notizia? Il 50% dei recruiters italiani pensa che le assunzioni siano in aumento, mentre il 40% definisce la situazione “stabile”. Solo il 10% evidenzia un calo rispetto agli anni precedenti. A trainare le nuove assunzioni, soprattutto il settore manifatturiero (49% delle risposte), il settore tecnologico legato alla produzione di software (45%), il Tech legato ai servizi (44%) e il food&beverage (37%).