Dall’aratro al drone: l’agricoltura del futuro è di precisione

L’agricoltura di precisione sta diventando una nuova prassi soprattutto nelle grande aziende che hanno a disposizione importanti risorse finanziarie da allocare. Come siamo messi in Europa? Quali sono gli sviluppi futuri? Ha provato ad analizzare lo stato dell’arte lo studio previsionale "Precision farming and the future of farming in Europe", commissionato dall'European Parliamentary Research Service (Eprs) alla Scientific Foresight Unit (Stoa). 

Il precision farming - detto anche site specific farming management - permette alle aziende di compensare risorse impiegate e risultati ottenuti, riducendo i costi e l'impatto sull'ambiente, coniugando redditività e sostenibilità. Tra le tecnologie protagoniste di questo inevitabile processo evolutivo ci sono sicuramente i droni che raccolgono dati grezzi, trasformandoli, attraverso una serie di algoritmi, in informazioni utili. Dall’analisi della salute delle piante, alla presenza di parassiti e infezioni, dall’anomalia del fogliame, all’altezza e densità delle piante, fino al loro fabbisogno idrico e nutrizionale: i droni aiutano gli agricoltori a ottimizzare l'uso di semi, fertilizzanti, acqua e pesticidi in modo più efficiente. Questa attività predittiva consente la protezione tempestiva delle coltivazioni, risparmiando tempo per l’analisi delle colture più adeguate e dei costi di produzione.

La raccolta di dati georeferenziati accurati e affidabili che da grezzi diventano strumento di intelligence aziendale, servono a ottimizzare non solo la produttività dei campi, ma anche le risorse strategiche e il reddito aziendale: in poche parole i droni stanno progressivamente imponendosi come una strumentazione importante per traghettare l’attività agricola a un livello completamente nuovo. E gli agricoltori? Riusciranno a stare al passo? La sfida del futuro per loro è simile a quella di tutte le altre professioni: più competenze, ambientali, tecnologiche, manageriali.