Dai robot ai cobot con l’uomo al centro. Sempre.

Era il 1920 quando la parola ‘robot’ comparve per la prima volta in assoluto. A coniarla lo scrittore e drammaturgo Karel Čapek che la utilizzò  nel dramma teatrale I robot universali di Rossum. Dal ceco robota, la parola intendeva, più precisamente, “lavoro duro, lavoro forzato” ma inconsapevolmente, tracciava la strada per quella che fu una tra le più rivoluzionarie scoperte del XX secolo. Bisognerà aspettare qualche decennio per il lancio del primo braccio robotico. Nel 1954 l’inventore americano George Devol brevettava il Programmed article transfer: si trasformerà in realtà solo nel 1959 quando, grazie all’incontro con Joseph Engelberger, lanciò Unimate, il primo prototipo al mondo di robot programmabile che fu installato negli stabilimenti della General Motors di Trenton in New Jersey. La storia dell’evoluzione della robotica industriale era scritta: da lì in poi l’ingegno umano e la duttilità delle macchine al loro servizio traghettarono l’industria verso la modernità.  

Il flashback ci è utile per capire dove tutto è cominciato, in un’epoca, la nostra, dove la parola robot ha lasciato il passo alla sua ‘naturale’ evoluzione quella dei ‘cobots’, i robot collaborativi. Nel 2008 la Universal Robots, azienda danese leader di mercato nel settore della robotica, ha venduto il primo robot collaborativo al mondo, ancora prima che la terminologia, e la macchina, fossero di uso comune. Cos’è successo da allora?

robot-coworkers-cobots-100615788-primary.idgeIn soli 8 anni l’industria è cresciuta in modo esponenziale: oggi con un +50% annuo il mercato dei robot collaborativi è il settore industriale che registra la crescita più veloce in termini di fatturato. I dati sono impressionanti: il mercato è destinato a crescere da 116 milioni di $ registrati nel 2015 a 11.5 miliardi di $ nel 2025, secondo le stime degli analisti di Barclays.

La collaborazione lavoratori umani – robot, è in grado di unire i vantaggi dati dall’automazione a quelli derivanti dall’ingegno umano e artigianale: i più sottolineano come nella maggior parte dei casi la sinergia che ne derivi stia nell’approccio al lavoro più economico,  più flessibile, più veloce. A nostro avviso il vantaggio più importante della collaborazione coi robot sta nella libertà che essa concede all’uomo: quella di svincolarsi da processi ripetitivi e banali per concentrarsi sulle sfumature e l’ingegno, la creatività, la visione e lo sviluppo, tutte prerogative che resteranno, sempre e solo umane. Scopri l’evoluzione dei cobot in questa infografica.