Dai Mecha di Spielberg al Machine Learning: what’s next?

machine-learningCorreva l’anno 2001 e Steven Spielberg, partendo da un’intuizione del visionario Stanley Kubrick, portava sugli schermi ‘A.I.–Intelligenza Artificiale’, la pellicola che ipotizzava una società integrata di uomini e Mecha, robot così sofisticati da sembrare simili agli esseri umani. 15 anni dopo di acqua sotto i ponti ne è passata e questo scenario cinematografico non appare più così impossibile.

L’Intelligenza Artificiale ha da sempre suscitato profondo interesse nella cultura moderna, non è una novità, ma è un dato di fatto che oggi si sia trasformata da spunto di fantascienza a concreto boost di business aziendale.

La disponibilità di macchine sempre piu potenti e di spazi di memoria sempre più estesi ha permesso lo sviluppo di software in grado di incrementre quella capacità fondamentale per poter pensare ad una intelligenza artificiale veramente efficace: il machine learning. (le dinamiche di apprendimento automatico che hanno conquistato sempre più l’attenzione del mondo imprenditoriale).

Il bilancio dell’utilizzo di processi di apprendimento automatico è, oggi, in positivo: la maggior parte delle grandi aziende, se non ha già avviato processi strutturati orientati al machine learning, ha in programma di farlo nel breve periodo (come riportato in un recente articolo pubblicato su Techcrunch.com).

La tendenza è e sarà sempre più trasversale: non solo colossi mondiali come Microsoft, Google e Facebook ma anche più piccole start up stanno progressivamente utilizzando l’Intelligenza artificiale come leva per lo sviluppo del proprio business.

In uno scenario come quello attuale, in cui la sfida più grande sembra quella di anticipare il futuro, qual è la carta vincente? Secondo noi di 255 quella di adattarsi senza paura, accogliere il cambiamento e, soprattutto, farsi contaminare con mente, cuore e occhi aperti.