Da Wearable Media lo streetwear tecnologico che visualizza il suono e lo trasforma in colore

Wearable-media_Sito.png

Quando si parla di wearable technology si pensa, nella maggior parte dei casi, a tutti quei device, sportivi che ci consentono di monitorare le nostre attività fisiche, o a quelli medici per tenere sotto controllo patologie o particolari deficit. (ne avevamo fatto un esempio qui). Questi dispositivi, in genere, raccolgono dati per capire come funzioniamo, noi e il nostro corpo.

Anche la moda si sta portando al passo coi tempi, sperimentando prodotti simili e cercando di rendere di tendenza la tecnologia da indossare. Parte da un presupposto diverso, tuttavia, Wearable Media, società tutta al femminile co-fondata da Yuchen Zhang, Hellyn Teng e Jingwen Zhu, che ribalta il concetto di dispositivo indossabile: nella visione delle tre creative il device non traccia  tanto dati su di noi ma sul mondo esterno che ci circonda. Con questa visione sono nati diversi progetti come Ceres, una tuta che vibra e si accende quando gli asteroidi sono vicini alla terra, o AudRey, un design tessile personalizzato che mostra i colori del proprio feed instagram in un’animazione di realtà aumentata che dovrebbe rivelare la propria aura digitale. L’ultimo in ordine di creazione si chiama Meter: è una giacca streetwear interattiva, progettata per visualizzare il suono esterno e trasformarlo in colore.
 
La domanda nasce spontanea: a quale pubblico si rivolgono queste tre creative? «Parliamo ai giovani, interessati alla scienza, al design, alla musica, all'arte e alla cultura, stiamo creando una linea di moda che possa rispecchiare il loro stile di vita ma anche il mondo in cui pensiamo che i capi tecnologizzati possano prendere forma» rivela Yuchen Zhang in un’intervista a Women of Wereables, la prima organizzazione nata con lo scopo di riunire e connettere le donne che, nel mondo, lavorano nel settore delle tecnologie indossabili, dei tessuti intelligenti, dell’Internet of Things o della realtà aumentata e virtuale.