Da Chicago a Milano, il distributore automatico è intelligente (e vende cibo sano)

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Addio merendine ipercaloriche, benvenuto cibo sano! In un mondo in cui, a qualunque latitudine, l’offerta tipo di un comune distributore automatico è costituita in prevalenza da prodotti confezionati ricchi di conservanti – come le barrette di cioccolato e le bevande gassate – c’è chi punta a portare in frigo i prodotti genuini della terra.
 
A Chicago la startup Farmer’s Fridge ha ripensato il concetto di cibo da distributore. Avvalendosi del supporto di una brigata di cucina, ha messo a punto una serie di ricette che garantiscono gusto e un corretto apporto energetico alla pausa pranzo o alla fame fuori pasto. Il tutto con l’obiettivo di consentire alle persone di reperire buon cibo (per davvero) a prezzi ragionevoli.
 
Lanciata nel 2013, oggi Farmer’s Fridge rifornisce oltre duecento distributori a Chicago e Milwaukee di cibo fresco e pronto all’uso, secondo un menu che cambia settimanalmente, anche (e soprattutto) seguendo i feedback dei clienti.
 
Aeroporti, ospedali, negozi di alimentari: il rifornimento arriva a essere quotidiano nei punti più strategici. E il cibo in eccesso? Viene destinato alla banca alimentare Greater Chicago Food Depository.

Ma dietro al successo del progetto c’è anche un solido sistema di gestione altamente digitalizzato, che garantisce agli utenti di rintracciare via app il distributore Farmer’s Fridge più vicino e persino di prenotare i piatti. Ci sono risvolti positivi anche sul fronte occupazionale: tra cuochi, addetti allo stoccaggio e alla logistica presto il totale dei dipendenti toccherà quota duecento unità.
 
Ma non è tutto: l’idea dei frigoriferi intelligenti è arrivata anche nel nostro Paese grazie a FrescoFrigo, una startup di Milano lanciata meno di un anno fa e ancora in fase di consolidamento. Il progetto punta a conquistare gli uffici, gli hotel e le palestre milanesi con distributori di cibo fresco – lo si potrà consumare entro due giorni dalla data di preparazione – prenotabile tramite app.
 
Una lotta serrata alle vending machine votate al junk food – in Italia, si stima siano oltre 800mila – attraverso un rimedio salutare (ma irresistibile) alla voglia di “qualcosa di buono”.