Da Belmont a Toronto: i big della tecnologia investono nelle smart city

Smart-cities_Sito.png

Avrà reti digitali ad alta velocità, nelle sue strade sfrecceranno auto senza conducente e avrà a disposizione centri logistici completamente automatizzati: parliamo di Belmont, la nuova città ad alto contenuto tecnologico nei pressi di Phoenix la cui nascita sarà finanziata, anche, da Bill Gates. Il fondatore di Microsoft ha già investito 80 milioni di dollari nel progetto: al momento, per comprare 10mila ettari di terreno deserto e incolto dove sarà costruita la città. Scelta non casuale quella dello stato dell’Arizona che si sta imponendo come nuovo polo dell’innovazione mondiale. L’obiettivo di Gates e degli investitori della cordata che come lui hanno creduto nel progetto Belmont è di “creare una città simile per estensione e popolazione alla vicina Tempe (182 mila abitanti), collegata tramite l’autostrada Interstate 11 alle vicine Las Vegas e Reno”. Tra i dettagli resi pubblici c’è la distribuzione degli spazi: 190 ettari per gli istituti scolastici, 1.500 per uffici e spazi commerciali, e le circa 80mila unità abitative. “Belmont creerà una comunità avanzata con una colonna dorsale di comunicazione e infrastrutture che abbraccerà tecnologia all’avanguardia”, spiegano dalla Belmont Partners, la società immobiliare coinvolta nell’acquisto.

Belmont, che si svilupperà attraverso sistemi fotovoltaici e reti intelligenti di distribuzione elettrica, non è la prima né l’ultima delle città intelligenti che stanno proliferando negli Stati Uniti sotto la spinta delle grandi compagnie tecnologiche: Google per esempio col progetto Sidewalk renderà l’Eastern Waterfront di Toronto, una cittadella dell’innovazione, dal self-driving alla gestione dei dati, che aiuterà l’intera organizzazione e il benessere cittadino.