Cambio ufficio (ma non lavoro): realtà virtuale e aumentata ridisegnano l’assetto aziendale

Non solo videogiochi: la realtà virtuale e quella aumentata si preparano a entrare a passo spedito anche negli ambienti aziendali. Ecco quattro esempi di facile applicazione. 

La formazione: attraverso le applicazioni di VR e AR, i dipendenti potranno assistere a veri e propri corsi interattivi. I costi dei programmi si ridurranno sensibilmente dal momento che seminaristi e insegnanti saranno in formato olografico ma, attenzione, questo non sostituirà le interazioni human-to-human!

L’ambiente di lavoro: molto spesso si identifica con la propria scrivania, spesso difficile da sostituire,  non tanto per la propria presenza fisica in ufficio ma per la necessità, in alcuni casi, di archiviare documenti cartacei e altri oggetti materiali. La realtà aumentata e quella virtuale potranno garantire un’esperienza del tutto simile, offrendo anche una visuale più ampia. Non solo, la profondità visiva che queste tecnologie sono in grado di simulare aiuteranno i dipendenti a identificare gli oggetti a colpo d'occhio.

Le funzioni aziendali, una per tutte, il marketing. Quando si tratta di illustrare un progetto, testi e immagini possono rivelarsi utili, ma mai quanto una presentazione effettuata dal vivo. Ebbene VR e AR potrebbero essere in grado di avvicinare queste due metodologie. Fare in modo che i potenziali acquirenti vedano e interagiscano con una simulazione realistica dei prodotti potrebbe rivelarsi il prossimo punto di forza delle aziende più all’avanguardia. 

L’impiegato aumentato: lo scambio di informazioni tra dipendenti necessita di prontezza e rapidità. In questo caso la realtà aumentata può funzionare da interfaccia per recuperare informazioni a colpo d'occhio,  dentro o fuori ufficio. Un esempio di come la realtà aumentata può cambiare le interazioni in ufficio è rappresentato dagli strumenti di traduzione automatica, che consentono la comunicazione tra dipendenti che non parlano la stessa lingua.