Big Data Analytics & Business Intelligence: in Italia è corsa agli investimenti

Algoritmi, big data, analytics e business intelligence: nelle grande aziende italiane è corsa agli investimenti. Parliamo di cifre che superano, quest’anno, il miliardo, con un aumento di un quinto sul 2016: il mercato è ancora appannaggio delle grandi imprese, che si dividono l’87% della spesa complessiva, le Pmi si fermano a un 13%, quota che tuttavia, rispetto allo scorso anno, è aumentata del 18%. Questi sono solo alcuni dei dati che emergono dall’ Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano. La ricerca, che ha coinvolto oltre 1.100  CIO, Responsabili IT e c-level di altre funzioni di medie e grandi organizzazioni, fotografa un’industria che, nelle sue funzioni apicali, riconosce nella Business Intelligence, nei Big Data e negli Analytics la principale priorità di investimento per il 2018. 

La maggiore consapevolezza delle aziende italiane si riflette anche nella crescita delle professionalità impiegate: quasi un’impresa su due ha già inserito nel proprio organico uno o più data scientist, passando dal 31% del 2016 al 45% di quest’anno. Il processo di trasformazione delle imprese italiane in “big data enterprise” è ancora lungo: solo il 17% ha raggiunto un buon livello di maturazione (contro l’8% del 2016), mentre il 26% si trova in una fase di riconfigurazione dei propri processi organizzativi e la maggioranza del 55% è rimasto ancora legato a un modello organizzativo tradizionale. 

L'area di maggiore interesse per le imprese è quella dei predictive analytics, gli strumenti avanzati che consentono di effettuare previsioni sull’evoluzione del mercato e sulle strategie, già diffusi nel 73% dei casi (contro il 59% del 2016). Sui prescriptive analytics, quei tool avanzati capaci di proporre soluzioni sulla base delle analisi svolte, le industrie italiane, invece, arrancano ancora: presenti solo nel 33% delle grandi imprese. Ma quali sono i settori che investono maggiormente in questa tipologia di strumenti? In primis quello bancario (28%), seguito da manifatturiero (24%), telco e media (14%), PA e sanità (7%), servizi (8%), GDO (7%), utility (6%) e assicurazioni (6%). 

Quali sono i benefici di un investimento in business intelligence? per il 70% del campione un miglioramento dell’engagement con il cliente, l’incremento delle vendite per il 68%, la riduzione del time to market (66%), l’ampliamento dell’offerta di nuovi prodotti e servizi e l’ottimizzazione dell’offerta attuale per aumentare i margini (64% ciascuno), la riduzione dei costi (57%) e la ricerca di nuovi mercati (41%).