Big Data: saper leggere l’informazione fa(rà) la differenza.

Sono tanti, eterogenei e si accumulano alla velocità della luce. Vanno estrapolati, gestiti e processati in tempo utile affinché possano dare informazioni di valore nel minor tempo possibile. Parliamo di Big Data, il vero tesoro del 21.mo secolo.

Nel 1971, il premio Nobel per l’economia Herbert Simon, sottolineava come l’abbondanza di informazione generasse povertà di attenzione. Oggi le voci si sono moltiplicate così come gli strumenti per ascoltarle e raccoglierle. Per le aziende che oggi lavorano con una grande quantità di informazioni poter contare su una strategica interpretazione dei dati raccolti, ottenere evidenze significative sui processi di lavoro e le modifiche da attuare, per velocizzarne e ottimizzarne i flussi, rappresenta un plus valore inestimabile. Il vero driver di successo per le aziende è implementare la propria business intelligence, gestire in modo strategico i data analytics e confidare in un processo di comunicazione tre le professionalità coinvolte che sia sempre più snello e veloce. Tutto, ovviamente, in real time.

Cosa succede in Italia? Quanto sono ricettive le aziende al cambiamento imposto dalla modernità? Segnali positivi arrivano alle PMI come fotografa una recente ricerca di  Microsoft – Ipsos Mori   secondo la quale il 46% delle aziende che gestiscono i propri dati sono più ottimiste sulle proprie prospettive di crescita, rispetto a quelle che non sono in grado di farlo.

I tempi stanno cambiando e con loro il modo di interpretare, ottimizzare e comunicare processi di lavoro e flussi di dati strategici. In 255 hec stiamo sviluppando progetti che seguono questa precisa direzione, idee che stanno prendendo forma e diventando realtà. il percorso è tracciato non resta che seguirci e attendere interessanti  sviluppi.

 

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