A Tokyo tre quartieri dialogano tra loro con la blockchain

Daimaruyu è il distretto giapponese che collega tre quartieri di Tokyo, dal Palazzo imperiale alla Tokyo Station. Sviluppandosi in un'area di 120 ettari, di proprietà della branca immobiliare di Mitsubishi da oltre 130 anni, dagli inizi di maggio è diventata la prima al mondo basata sulla rete blockchain. Il progetto realizzato da Fujitsu con la collaborazione di SoftBank e dell'Università di Tokyo mira alla condivisione di dati in maniera controllata e strutturata, tipica della tecnologia blockchain, processo che permetterebbe una raccolta, distribuzione e analisi di dati incentivata alla collaborazione tra diverse società e aziende. 

Come funziona? Raccogliendo tramite tecnologia blockchain tutte le informazioni provenienti da molteplici fonti - i dati economici raccolti da Mitsubishi attraverso la gestione di tutti i palazzi, quelli provenienti dai sensori IoT delle aziende di trasporti, dei negozi, degli alberghi e dei ristoranti, unitamente ai gestori dei sistemi di pagamenti - sarà possibile studiare come si spostano, le persone e le transazioni economiche. 

Come spiega anche Il Sole 24 ore, man mano che le varie basi dati saranno condivise, chi si collegherà alla rete blockchain di Fujitsu (pagando a postazione di utilizzo) verrà via via autorizzato (o meno) ad accedere a specifici dati per poi rielaborarli e creare nuovi servizi e prodotti. 

Obiettivo dichiarato? Migliorare la soddisfazione dei servizi non solo di chi abita e fa business nel quartiere ma anche dei numerosi turisti. La mossa vincente? Riuscire a coordinare una quantità di dati immensa proveniente da fonti eterogenee ed essere in grado di creare informazioni utili e di valore. 

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