5,8 trilioni di dollari: il futuro indotto dell’Intelligenza Artificiale secondo McKinsey

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Tra i 3,5 e i 5,8 trilioni di dollari su scala globale: questa la cifra mastodontica dell’indotto che le applicazioni di Intelligenza Artificiale saranno in grado di creare nei prossimi anni secondo l’ultimo rapporto di McKinsey dal titolo Notes from the AI frontier

Attraverso l’analisi di 400 casi in 19 settori industriali la società di consulenza ha individuato il marketing, le vendite e le catene operative logistiche e manifatturiere come i settori col più alto potenziale di crescita. 

I settori che prevedono, per esempio, vendita al dettaglio e una frequente interazione con il pubblico, attraverso per esempio piattaforme di e-commerce, sono quelle che comprendono di più il grande potenziale dell’applicazione dell’intelligenza artificiale al marketing e alla vendita: producendo un assetto notevole di dati, infatti, permettono alle tecnologia di data intelligence di performare al meglio nel personalizzare in tempo reale l’esperienza di vendita del cliente. 

Se nello stesso rapporto dello scorso anno, McKinsey aveva posto l’accento sul potenziale 49% di posti di lavoro a rischio per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, quest’anno invece l’analisi sottolinea come il valore intrinseco dell’automazione sia nella collaborazione con l’uomo. 

Se da una parte, infatti, le principali forme di Intelligenza artificiale lavorano sul modello del cervello umano attraverso reti neurali, dove i neuroni sono collegati insieme per determinare azioni e scelte in tempo reale, dall’altra parte tuttavia, le macchine non sono ancora in grado di spiegare le proprie capacità predittive, e di analizzare, razionalizzare e valorizzare il volume gigantesco di dati immagazzinati, motivo per cui resta fondamentale la sinergia con l’essere umano.